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NON DIMENTICARE
Vieni, sediamoci ancora un momento,
senza parole, davanti alla sera,
come due viandanti smarriti
sulle strade di un mondo ormai freddo.
Lasciamo che il silenzio si posi tra noi,
che le lancette dimentichino il loro cammino,
e che il tempo, per una volta,
si arrenda alla nostra malinconia.
Quanto fa male perderti così,
nell'ombra dorata delle terrazze di stazione,
dove il giorno si spegne lentamente
e il vento porta via i nomi e le promesse.
Non piangere: ogni tristezza si dissolve,
anche se il tempo non conosce ritorno.
Le città ci divideranno ancora,
le strade prenderanno direzioni diverse,
ma ricordati di me. Non dimenticare.
Come dimenticare ciò che mi ha cambiato?
Come dimenticare ciò che contava di più?
È stato in questa estate luminosa
che ho salutato il mio amore.
Alle sette, sul binario deserto,
ci accompagnava un malinconico crepuscolo.
Il marciapiede taceva,
e la voce distante degli altoparlanti
sembrava pronunciare una sentenza.
Il tuo treno, puntuale come il destino,
attendeva soltanto il momento di separarci.
E noi, impotenti davanti al tempo,
restammo sospesi tra il partire e il restare.
Ti dissi soltanto:
«Lasciami andare. Comprendi.»
Poi scorsero i pali, le case, i campi assolati.
Il treno si mosse lentamente nel tramonto,
e l'estate stessa, voltandosi un'ultima volta,
sussurrò al vento:
«Non dimenticare.»
Come dimenticare ciò che mi è accaduto?
Come dimenticare ciò che fu più importante?
In questa estate colma di luce
ho salutato il mio amore.
Eppure, tra i binari del ricordo,
continua a passare quel treno lontano,
portando con sé il tuo nome,
la tua voce
e tutto ciò che il cuore non ha saputo trattenere.
Johann Lubeck